Spiegare la plastica a scuola: 5 possibili attività.

By 27 Agosto 2019Informazioni

Già dalla nascita i nostri bambini sono circondati da materiali plastici: dal biberon al ciuccio, dai giocattoli ai pannolini. La vedono da sempre perciò per loro è un materiale usuale ed assolutamente innocuo. Per questo spiegare la plastica a scuola, e il perché non utilizzarla più, può risultare difficile.

Per aiutare la maestre abbiamo deciso di ideare 5 possibili attività mirate, per educare i bambini a rinunciare alla plastica e a creare un mondo più pulito, verde e sicuro.

mano colorata - spiegare la plastica a scuola - bambino - risparmio energetico1.Chiedete ai bambini di contare tutti gli oggetti di plastica nell’aula.

La prima cosa da fare per affrontare il problema della plastica con gli alunni e quella di mettere in evidenza quanto questo materiale sia diffuso.

I bambini infatti non si rendono conto della quantità di plastica che li circonda perché, come già detto, la usano da sempre, ancora prima di comprenderne la natura.

Chiedete ad ogni bambino di trovare e disegnare gli oggetti in plastica presenti nella vostra aula e poi condividete insieme le risposte che autonomamente hanno trovato.

Contate tutti gli oggetti. Vedrete che il numero sarà considerevole e si potrà iniziare a mettere l’accento su quanto la plastica è diffusa e sul perché bisogna ridurne l’uso.

2. Contate gli anni che servono a far “sparire” una bottiglia d’acqua.

Anche la dimensione del tempo può sorprendere un bambino. Se gli fate notare per quanto tempo un’azione potrà causare problemi alla natura certamente otterrete un effetto wow.

Spiegate ai bambini quanto tempo una bottiglia d’acqua ed altri materiali ci mettono a biodegradarsi, quindi a “sparire” e a tornare parte del ciclo naturale.

Fate dei cartelloni.

Ecco alcuni numeri che possono esservi di aiuto:

  • Un cartone di latte impiega 1 anno a biodegradarsi.
  • La sigaretta 5 anni.
  • Una lattina di alluminio da 100 a 500 anni.
  • Le bottiglie di plastica impiegano da 100 a 1000 anni (!).
  • I contenitori in polistirolo intorno ai 1000 anni.

3. Studiate insieme il ciclo della plastica e come si produce

Questa è un’attività più complessa, che potrete completare anche effettuando delle gite in stabilimenti di produzione di imballaggi, meglio se i bambini sono un po’ più grandi.

Capire cosa c’è dentro una semplice bottiglia può sensibilizzare ancora di più sul perché inquini così tanto ed impieghi così tanto tempo a sparire.

Inoltre evidenzierà ancora di più il primo punto trattato: quanta plastica viene prodotta ogni giorno nel mondo e quanta ci circonda.

4. Guardate insieme delle immagini e dei film sul tema dell’inquinamento.

I bambini amano le figure ed i cartoni: perché sono più immediate e divertenti oltre che essere, da un certo punto di vista, un po’ ipnotiche.

Questo aspetto può essere utilizzato favorevolmente per affrontare il problema della plastica.

Un’idea è quella di guardare insieme foto di animali che sono entrati a contatto con oggetti plastici o con il petrolio, così da poter mostrare le conseguenze sulla natura (e sugli animali, genericamente amati dai più piccoli) di un gesto semplice ma deleterio come quello di buttare un semplice sacchettino nel mare.

Ci sono anche molti film che raccontano il problema dell’inquinamento con un tono simpatico, allegro e divertente, non per questo però meno efficace.

Tra si deve assolutamente citare WALL•E, lungometraggio d’animazione della Disney Pixar Animation Studios che parla di un piccolo robot del futuro, incaricato di pulire tutta la spazzatura presente sul nostro pianeta, ormai disabitato.

Altri film che pongono l’accento sulla tematica ambientale, ma non solo, sono Happy feet e La gabbianella e il gatto (nota: un’idea potrebbe essere anche quella di leggere un tratto del libro di Sepulveda dedicato alla tematica dell’inquinamento petrolifero).

5. Date l’esempio: bevete l’acqua in borracce riutilizzabili e bottiglie di vetro.

L’esempio è l’atto più pratico ed efficace per educare i bambini a cambiare il proprio modo di vivere, anche nel lungo periodo.

Bevete tè, caffè ed acqua in borracce riutilizzabili , non in bottigliette di plastica. Seguite anche i nostri 9 consigli per utilizzare meno plastica ogni giorno.

Vedervi mettere in pratica ciò che insegnate sarà molto meglio di tante parole. E se avete davvero a cuore la tematica date un contributo anche al miglioramento di tutta la scuola.

Stimolate progetti di rinnovamento, come ad esempio quelli ideati a Milano e Firenze.

In queste città sono state distribuite migliaia di borracce nelle scuole elementari. Ma un progetto del genere è possibile anche più in piccolo, magari regalando agli alunni borracce con il nome della scuola, create appositamente per sensibilizzare loro e le famiglie.

Oggi è poi possibile installare in istituto ed a mensa impianti di microfiltrazione, come ad esempio quello di Acqua Alma, che mettono a disposizione di tutti acqua sempre fresca, anche gassata.

Conclusione

Il del pianeta terra è nelle nostre mani e in quelle dei nostri figli.

Solo iniziando ora ad avere uno stile di vita più sostenibile riusciremo ad evitare gravi conseguenze ambientali.

La scuola deve e può contribuire al cambiamento, anche adottando le piccole soluzioni che abbiamo elencato sopra.

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